
AD Photo - Febbraio
Fra le opere di Francesco Bosso esposte a Milano alla mostra "Silver White, a cura di Roberto Mutti, spiccano quelle che l'artista ha dedicato all'inverno engadinese. Potrebbero sembrare un omaggio ad Albert Steiner, autore a metà '900 di emozionanti visioni della valle alpina, ma in realtà i lavori di Bosso, ascrivibili al genere "ritratto", seppur fotografie di paesaggio, si configurano sopratutto come close up dei manti nevosi lungo il corso dellInn. Fanno parte del viaggio compiuto dall'Artista nel mondo del "bianco", partito dalle montagne di sale delle Saline di Margherita di Savoia, in Puglia, sua regione natale. Ora il suo obiettivo "affonda" nelle cristalline superfici nevose per coglierne l'essenza, sussurrando storie rarefatte d'algido incanto.
-- Alessandra Quattordio

da FOTOLOGIE "Profili d'Autore"
… Bosso, in ogni suo lavoro costruisce un mosaico di sequenze visive col quale racconta l’essenza dei luoghi scelti in tutte le possibili articolazioni. Ne scaturisce un notes di scatti che descrive – attraverso una trama iconica curata nei valori tonali, nella composizione, nei contenuti, nelle forme nei segni – le sensazioni, le percezioni, la memoria e, quindi l’imprinting della nostra contemporaneità.

da Repubblica - 13 luglio 2007
Non aspettatevi fiumi di biciclette colorate o eserciti di gente rovesciata nelle strade, a fare la ginnastica mattutina sui marciapiedi di Pechino o Shanghai. Non è questa la Cina che ha visto e fotografato Francesco Bosso nel suo lungo reportage che dura ormai da alcuni anni e di cui ha voluto mostrare un assaggio, in questi giorni, nello Spazio design, museum & library dei magazzini Cargo… Episodi di un viaggio che le sue immagini, stampate su carta alla gelatina d' argento, rievocano con intensità, un po' come le pagine di Tiziano Terzani.
Immagini che parlano di storie di popoli, minoranze, religioni, ma anche episodi di quotidianità. Uomini e donne che Francesco Bosso ha incontrato e conosciuto, fuoriuscendo dagli itinerari canonici per intraprendere un' avventura umana, che le sue foto restituiscono generando un coinvolgimento immediato.

da China Crossing
… La Cina di Francesco Bosso è invece ancora, quasi imprevedibilmente, misteriosa. Per quanto dal punto di vista razionale si riconosca la sterminata grandezza e l'inevitabile diversificazione interna a questo Paese, psicologicamente abbiamo tutti concesso di ridurlo a una visione ormai stereotipata: ieri la folla monocromatica che affollava a piedi o in bicicletta le vie di Pechino o Shanghay, oggi il profluvio di insegne e pubblicità sui nuovi grattacieli che sorgono improvvisi. Francesco Bosso sceglie, invece, un profilo più autentico che deriva dalla sua frequentazione dei luoghi ma anche da una scelta precisa, quella di approfondire la realtà con quello straordinario strumento che è la macchina fotografica fino a farla emergere in tutte le sue contraddizioni. …
Raramente Bosso si sofferma sui paesaggi, ma quando lo fa riesce a sottolineare - come nella bellissima serie sui terrazzamenti, per fare un solo esempio - quel senso estetico che già si trovava nelle opere della pittura classica fatta di sfumature più che di contrasti, di atmosfere labili più che di racconti realistici…

Il mio amico cinese Pa Chin (nome d'arte di Li Yaotang) grande scrittore e poeta, candidato al premio Nobel, morto nell'Ottobre 2005 a più di cent'anni, avrebbe anche lui apprezzato l'opera di Francesco Bosso. Bosso interessato alla etnologia ed alle relazioni tra i popoli ci presenta con le sue icone tutta l'umanità, la sensibilità e la delicatezza di costoro.
Le sue immagini, con la profondità dei toni e la capacità di fondere l'uomo con il paesaggio, mi ricordano per certi versi quelle di Salgado che ho ospitato al Sicof e che sono stato onorato di incontrare e seguire in molte occasioni compresa la grande mostra di Arles.